
Solarmente 2008 - Taranto
La Terra non più intesa come risorsa, ma come essere “vivente”, in grado di interagire con i suoi abitanti.
Questa teoria di James Lovelock, duramente criticata negli anni ’70, oggi diviene condizione indispensabile al fine di poter immaginare un futuro per la nostra specie. L’essere umano deve riconsiderare la propria posizione come parte del tutto, di un sistema complesso con variabili spesso non controllabili. La spinta continua con lo scopo di perseguire profitto e la necessità di avere uno sviluppo rapido hanno cancellato il passato simbiotico tra uomo ed il locus. Questa nascente coscienza deve condurre ad una relazione meno utilitaristica con il pianeta, una relazione che sia sostenibile.
Il cambiamento auspicato coinvolge ogni genere di attività umana, tra queste, in modo particolare, l’architettura. “All’inquinamento l’architettura, considerata in senso lato, contribuisce per oltre il 50% del fenomeno. Consuma energia non rinnovabile; per costruirla si erode il territorio […]; nell’abitarla si producono scarti e rifiuti; […]” (Territori sostenibili Marcello Pazzaglini).
immagini dal workshop
Il progressivo distacco dell’arte del costruire dalle sue radici ha condotto a due gravi problematiche, connesse tra loro, la perdita del bagaglio costruttivo e tecnologico tradizionale e l’anonimato della configurazione architettonica. A scala territoriale, vi è un continuo impoverimento dei tessuti antropici. Le case di fango dello Yemen, i muri a secco dei trulli pugliesi, le abitazioni lignee del nord Europa, sono tutte espressioni di un’architettura dall’immagine forte e depositaria di conoscenza riguardo materiali, tecniche e tecnologie locali. Recuperando tale bagaglio potrebbe significare recuperare la riconoscibilità dell’edificio ed ottenere un consistente guadagno in termini di risparmio energetico, senza rinunciare alle attuali condizioni di confort.
Altro aspetto fondamentale resta quello dell’innovazione. Le esigenze contemporanee sono fortemente mutate. Per evitare il collasso dovuto al fabbisogno energetico ed all’incremento dell’inquinamento è necessario che le abitazioni, i quartieri, le città, il territorio, siano integrati con nuove tecnologie. Dai “corridoi ecologici” alla produzione di energia fotovoltaica, dai materiali fotocatalitici alle tecnologie solari passive, dalla fitodepurazione agli impianti ad alto rendimento, le innovazioni nel campo dell’architettura riguardano tutte le scale. I tecnici da un lato e gli stessi clienti dall’altro dovrebbero avere piena consapevolezza della necessità di un approccio sostenibile all’architettura, una metodologia che affondi le proprie radici nel passato e che sia protesa al futuro.


